Una vita che mi atteggio, che metto in disordine, che mi rado male, ma soprattutto mi atteggio, bevo tè sbagliato, compro tè giusto, lascio una tazza e una tazzina come un otto rovesciato sulla scrivania a far pendant e lascio un paio d'ore le fette biscottate a sedimentare con la marmellata sma, un vago sentore tra i denti, un po' come le donne che si autodefiniscono stronze tanto per far brillare quei dieci-quindici anni di splendore prima di imbracciare la menopausa e il rosario.
(Per la vecchia dirimpettaia: il cesto con le mollette non serve, non hai mai steso un cazzo negli ultimi quattro mesi. Forse è un elemento di design tra i due condizionatori e la caldaia.)
Chi minchia è Shakira? Che cosa dicono tutte le canzoni in Inglese? Se esiste l'inferno ci sarà un girone per chi parcheggia sulle strisce, per chi fa la matriciana con la pancetta e la cipolla, per chi usa gli infissi in alluminio anodizzato?
