Fossi sull'Adriatico inferiore o sullo Ionio recriminerei per questa schiumetta, questo tono verde-marrone, queste sciabolate di alghe, saltuarie e pigre come un ago di pino molle. Ma questo è il mio mare, in cui mi sono bagnato da prima che nascessi, equidistante da Porto Santo Stefano e Talamone, se intendessimo gli estremi di un golfo che in realtà non è nominato sulle carte. Così in questa bagnacauda sempre battuta dal maestrale, che non puoi tenere due porte aperte contemporaneamente quasi mai, tranne nelle spaventose giornate di scirocco, che però il mare poi si fa, una volta tanto, trasparente, mi volto e do sparse bracciate. La mia fiamma britannica mi cerca, ma per il resto il telefono serve solo a indicare l'ora. Il Pugile e io abbiamo sbagliato, l'altro giorno, i nostri calcoli, penso, e questo mi colpisce ancora di più e più negativamente dei peli bianchi nella mia barba (domani me la taglio), ancora più negativamente del broncio e della stanchezza permalosa di mia madre, che farò senza Euridice, ma anche con Euridice, che farò? Insomma avevamo deciso di andare a vedere Angeli e demoni nella speranza di farci due risate in una sala piena di coatti. Con lo stesso spirito ci eravamo goduti anni fa lo sbarco in Normandia di Troy, io stavo con la sinologa (che poi era magiarista, sostanzialmente) e le zorelle trattenevano il respiro quando si vedevano i glutei di Brad Pitt, mentre Giovanni il Pugile e io ci sganasciavamo.
Sbagliamo tutte le previsioni. Il cinema-simbolo dei coatti, l'Adriano, è vuoto in questa sala. Il film, che ci aspettavamo pieno di minchiate, alla fine lo è, ma è moscio come un pisello moscio: tristemente, dunque, salvato dagli ultimi venti minuti, soprattutto grazie all'antipapa che si catapulta da un elicottero. Mi conforta di aver indovinato che il colpevole è appunto l'antipapa, e che sarebbe stato fatto santo subito, ma poteva andare anche nel verso opposto. Siamo i più giovani della sala, fatta eccezione per un paio di pornobambine dall'aria intellettuale. Gli altri, sparuti signori di mezza età, noi che siamo nel mezzo del cammin e abbiamo perduto il polso della situazione. Questo vuol dire che i coatti vanno a vedere qualcosa di ancora più ridicolo. Cioè, che il professore di Harvard che si fa aiutare in Latino da una fisica, la scoperta che esistono Raffaello e Bernini, le fontane che esplodono, la mattanza dei carabinieri e gli attaccamenti di pippa alla Giacobbo non sono abbastanza trash. Giusta punizione per il nostro snobismo. Il postmoderno e il trash, dice Claudio Giunta in un libro che anche potendo non scriverei mai, tanto riflette il mio pensiero, sono per chi se li può permettere. Ma che andranno mai a vedere? Tutte le mie congetture sull'opera italiana e sul tipo di spettacolo che rappresenta sono dunque una fola, se poco mi intendo della società in cui, volens nolens, vivo. Sti cazzi, comunque, mentre ritorno verso riva dopo essermi appeso a una boa, antigabbiano, antipostmoderno, antilaziale, antico.
