passoscuro

   apoditticamente scorretto


lunedì, 30 novembre 2009
 

L'ultima tentazione

Stanno tutti peggio di me. Ti tolgono pure il gusto di lamentarti. Quasi quasi divento ottimista.
postato da GiacominoLosi | 22:23 | commenti (3)


sabato, 28 novembre 2009
 

http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/radio-bar/radio-bar/radio-bar.html?ref=hpspr1

Che forse finalmente si potrà uscire la sera ascoltando quello che ti dice il vicino? Basta con la musica. In genere.
postato da GiacominoLosi | 08:35 | commenti (1)


venerdì, 27 novembre 2009
 

Virtuosismo negli spazi stretti

«[...] Pultroppo nel 1950, nonostante le richieste di restauro da parte della comunità di Guadagnolo all'ora governo [...]»
postato da GiacominoLosi | 23:12 | commenti (2)


giovedì, 26 novembre 2009
 

secondo lavoro

Fendo in mezzo alla strada, vestito della mia tenuta catarifrangente da corsa, la folla dei manifestanti sul Corso dietro il 53, che la attraversa: le facce che reggono fischietti e bandiere - tanto che mi verrebbe voglia di passare a pugno chiuso, ma non so se sarebbe ben accetto -  vanno a richiudere il Mar Rosso quasi minacciosamente . Mentre passo, una voce stentorea più o meno familiare urla: «Facciamo passare anche il secondo autobus!». Così anche l'850 raggiunge l'agognata meta del Tritone.

Insomma, come politico non so, ma come vigile urbano Di Pietro ha il futuro assicurato.
postato da GiacominoLosi | 20:47 | commenti (4)
roma


lunedì, 23 novembre 2009
 

http://www.youtube.com/watch?v=CAPoIPXp5VI
postato da GiacominoLosi | 20:42 | commenti (2)


domenica, 22 novembre 2009
 

Ce ne ricorderemo, di questo pianeta

Per espressa volontà di Sciascia, questa citazione figura sulla sua tomba.

Ce ne ricorderemo, almeno su questo pianeta? 
postato da GiacominoLosi | 18:40 | commenti (4)


domenica, 15 novembre 2009
 

secondo me è stato il Cinese

che nel suo alibi non ha tenuto conto dei fusi orari, e mi chiede, in un Inglese brutto ma corretto, dove andare coi suoi genitori per santa Maria maggiore, mappa alla mano. La tiene con una mano e punta la direzione, supposta, dove siamo, con l'unghia lunghissima del mignolo. Ha i denti divaricati e sembra un cuoco di qualche film di Bud Spencer. Gli spiego che non siamo nella sua mappetta del cazzo, ovviamente tenendomi per me il giudizio di merito e rispolverando il mio accento East Dulwich, che può sia salire e scendere il Celio e poi risalire l'Oppio (che poi dovrebbe intendersene), oppure prendere lo stradone, questo qui, ecco, tornando indietro, a destra, fino al Colosseo. Ma se va dritto? no, guarda, non farlo: torna indietro, vai al Colosseo. Se vado dritto non trovo la metro? no, non la trovi, puoi prenderla qui a Circo Massimo ma essendoci il vertice della Fao, col segretario ciccione in digiuno e incatenato e uno schieramento di polizia che replica uno pro capite il numero degli abitanti, sarà verosimilmente chiusa: torna indietro, vai a destra, poi giri per la strada quella grande, oppure sali e scendi questa collina, questa qui; gli faccio ampi gesti con le mani, che disegnano parabole perfette come Indurain in una cronometro. Quindi non vado dritto? No. Torna indietro. Lui capisce, ringrazia, mi dice di passare una bella giornata; io sto facendo stretching prima dell'allenamento, lo ringrazio, mi afferro una caviglia e faccio in tempo a vedere che va dalla parte opposta.

Ma allora non sei solo Cinese, sei pure della lazio.

(Intanto abbiamo avuto le Forze Armate al Circo Massimo, oggi il vertice Fao, la banda dei vigili allo zoo e addirittura la sfilata di auto d'epoca - che poi non so come si faccia a chiamare l'A112 un'auto d'epoca, allora pure la Panda. E mi chiedo quando cazzo sposteranno la capitale a Rieti. Sai che bello le olimpiadi sul Turano, le fiction in burino, la festa del cinema con i fan club che dopo l'autografo degli idoli si vanno a mangiare la porchetta.)

 
postato da GiacominoLosi | 13:49 | commenti (7)
roma, dialogo, scorrettezza, cisterne


martedì, 10 novembre 2009
 

Colpo di scena e palinodia

Ecco che prendo l'atteggiamento di mio padre, solo davanti alla trattoria, solo davanti alla cameriera napoletana in una trattoria siciliana a Bologna; alle pareti croste tra cui un'allegoria di segni zodiacali e sulla tavola il pacco di grissini antigienicamente appoggiato sui taralli. La musica è una versione dance del Volo del calabrone. Dico io. Entro e mi rendo conto della cazzata che ho fatto, ma d'altronde sono stremato, e assumo quel sussiego di chi «a lui non la si fa». Madri, padri, figli, ci mancano solo buoi e asini, d'altronde sono figlio unico, e Gesù - è spiegato dai teologi - aveva fratelli solo se pensiamo alle famiglie allargate de' negri (questo dicono, in buona sostanza: dunque siamo entrambi figli unici, ma io sono leggermente più anziano di lui). Mia madre poi mi va ripetendo giustamente che non devo far risparmiare la Fondazione Compositore-Importante-Di-Cui-Mi-Occupo, e che visto che questo viaggio stremante e ossessivo da un manoscritto all'altro, stremante, ossessivo, inutile, aggiungerei, mi viene spesato (anche se subodoro inganni ovunque, e alla fine la storia mi darà ragione, anzi speriamo di no), io sono il Maestro, il Dottore, il Professore - questo ultimo titolo completamente abusivo è quello che preferiscono darmi, senza avermi visto, ovviamente - e che mi devo dare delle arie, o meglio, lei dice che devo darmi un tono e devo essere preso sul serio. Mica facile. Ho uno squarcio in un tallone dovuto alle scarpe, non porto cravatte, Carolina mi ha detto che dimostro vent'anni, e dunque la gente oscilla tra il tu e il lei, mi chiede come deve chiamarmi, maestro, professore, dottore, e io ovviamente vorrei che fossimo in un paese in cui essere chiamati «signor» non sia, essendo in fondo già un titolo onorifico, tutto sommato più che sufficiente. E allora assumiamo sussiego, dicevo, e noto allora proprio i grissini etc. etc., e che l'inzolia ha il sapore un po' troppo virato sull'acido. Ma sono a stomaco vuoto, e dico, e mi chiedo, come si fa a avere un atteggiamento normale e pensare e pensare da solo, in una trattoria siciliana a Bologna, senza arricciare apposta le labbra, senza bere apposta del vino, senza sentirsi soli, oltre a esserlo - come fanno tutti quelli che mangiano da soli, oppure tutti hanno un'amante che quando girano per lavoro li accompagna a cena? non foss'altro che ho visto Firenze e Bologna in una stessa giornata e io nutro una diffidenza e una scarsa simpatia per entrambe le città - e sono sempre stato, chissà perché, criticato per questo. Però è così: sarà perché ci vengo sempre a novembre, a Bologna, sarà per via che ci vado sempre carico di valigie, eppure anche in altre città vado a novembre, in altre città sono trafelato e carico di intollerabili orpelli, di borse in cui nutro pezzi per orchestra insieme a cavetti USB e libri di Veronesi, eppure non sento quel fastidio che ho per Firenze e Bologna - forse per la ricchezza, forse perché sospetto Bologna di essere solo un posto per Leccesi che riscoprono il Salento al DAMS, forse perché la ricchezza così come i Leccesi si travestono, si danno una vernice democristiana di portico rossiccio, con il pavimento lasciato sconnesso, le trattorie e gli aperitivi in agguato. Un malumore immotivato, da Bologna e Firenze non ho ricevuto altro che bene, eppure mi urtano sovranamente, buie e care, come tutte quelle città di mezza tacca grandi abbastanza per avere il traffico e gli aperitivi e il DAMS, ma non grandi per sperderti, per avere veramente tanti rivoli, la confusione spaventosa e senza pietà di una città grande. Bologna, nobile patria di aggressioni e di mortadelle, diceva il Compositore-Importante-Di-Cui, e invece di stare aspettando mortadelle aspetto pescespada in crosta di caciocavallo ragusano e cuscus di ceci con gamberetti, una froceria che sarà sicuramente perniciosa e costosissima.

E invece no. Tutto è ottimo. Mangio, bevo uno zibibbo, flirto con la cameriera napoletana, torno in albergo.


giovedì, 05 novembre 2009
 

un paese normale?

Sur le cas Chirac, à titre personnel, un ancien président de la République devant les tribunaux, qu'en pensez-vous ?


«Cela ne me fait pas plaisir mais je ne m'exprime pas, parce que je considère que toute expression du chef du gouvernement sur ce sujet est contraire à la séparation des pouvoirs et sujette à interprétation.»

postato da GiacominoLosi | 09:13 | commenti (2)
 

Perfino all'opera

qualche volta si corre il rischio di annhäuarsi.
postato da GiacominoLosi | 07:36 | commenti (1)