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giovedì, 28 maggio 2009
...adesso all'aeroporto ti devi togliere anche le scarpe e passare su un tappeto. Chissà se i viaggiatori musulmani afferrano l'ironia della cosa.
mercoledì, 27 maggio 2009
E già molto prima della sconfitta umiliante che ci hanno inflitto. Ho tifato contro questa juventus albionica fin da quando il Bayern di Mehmet Scholl (uno di quei giocatori fumosi che a me piacevano, tipo Vanenburg) perse immeritatamente negli ultimi due minuti. La civiltà del lancio lungo è stata sconfitta, e meno male, e con essa quell'ubriacone che ha viaggiato con me in aereo; e con essa anche quei falli a palla lontana da rosiconi dell'ultimo quarto d'ora. Peccato per l'assenza dei grandi protagonisti: i legamenti crociati di Cristiano Ronaldo. Ma io vedo prevedo stravedo. (Mi piace che abbiano scelto "Squilli, echeggi, la tromba guerriera" per la premiazione, piuttosto di nicchia.)
sabato, 23 maggio 2009
Mia madre non ama il t9, non sa come funziona e, peggio, non vuole saperlo; peggio ancora, si stanca a scrivere. Così, quando non possiamo comunicare, le sue risposte sono invariabilmente: «Tutto bene. Baci». Potrei farle qualunque domanda e lei risponderebbe, a meno di cataclismi: «Tutto bene. Baci», col punto in mezzo. Così stavolta la mia mossa d'apertura è: «Ciao mamma, sono a Edimburgo. Fai uno sforzo di scrittura e dimmi come stai». La risposta è geniale: «Qui tutto benone. Un grande bacio». Raddoppia esattamente i caratteri e usa tutti quelli preesistenti. E io che passo per l'intelligentone della compagnia.
sabato, 16 maggio 2009
(da una conversazione reale)
- Che cosa esattamente significa «vado con le chattiste»?
- Significa che ho trombato con donne conosciute su internet (che poi in realtà non c'entravano con le chat, ma si fa per brevità), e più di una volta.
Non solo, mi è pure piaciuto.
venerdì, 15 maggio 2009
Nella Frosinone d'Oltremanica è una bella giornata di inizio novembre, e gli addetti della biblioteca mi sorridono. Una, la più malmostosa, mi chiama addirittura per cognome invece di chiedermi il numero della tessera. Un altro, che assomiglia a Thuram, mi ha salutato l'altro ieri come «Mr. music». Quella cui avevo chiesto di prendere un caffè facendola sobbalzare - un angiol del cielo - dopo un embargo di un mese mi sorride di nuovo. Praticamente me la so' già trombata. Si vede che sanno che sto per andarmene, comincio a puzzare di partenza. Ho rivisto la Pennellona, qui, e mi sono reso conto di quanto il buon Dio ci abbia visto lungo, nel farci - ossia, nel consigliarle di - lasciare. È strano, vederci come da una distanza remotissima, fingere di essere amici e domandarci indifferentemente ogni cosa, e intanto pensare: «ma è davvero così? oh mio Dio. Ma come abbiamo fatto? l'ho (l'ha) scampata bella». Tira ora un autunnale vento da sud, un tempo da colera albionico. Sì, che sentimento fluttuante, la vedi, bella, e forse anche più bella di quando ci siamo conosciuti, e aveva i brufoli e prendeva la pillola con le tette rese artificialmente enormi, in un corpo di un metro e ottanta quasi. E non l'avevo amata subito, ma poi sì, e con tutta l'anima. Un flusso continuo di parole, che cercano di arrivarmi, io lo so, cara, che come al solito parli e sommergi tutto parlando, ma con le migliori intenzioni del mondo. La corazza è troppo spessa, porto troppi pesi tra cui la borsa che mi fa simile a un dottore di periferia. Tu ti sposti e ricominci, e ti chiedi come dimostrarmi che, tra un'onda e l'altra, mi vuoi bene in chissà quale modo. Senza dirlo, solo parlando d'altro, sei torrenziale, e lo sai, sei anche diventata - ti faccio notare, scherzando - bacchettona. Sì, vado con le chattiste. Sì, dico parolacce. No, della carriera non mi importa: non fino a quel punto. Sì, non so stare senza donne. Certo, l'abbiamo scampata bella, e così ci rimane solo il divertimento dei nostri venti-e-un-po', che però, considerando che siamo al mezzo del cammino, ed è novembre, è pur sempre qualcosa. Take care.
giovedì, 14 maggio 2009
http://www.corriere.it/politica/09_maggio_14/napolitano_retorica_xenofoba_097f617e-4063-11de-aa9a-00144f02aabc.shtml
(la citazione del titolo: http://www.youtube.com/watch?v=fRXoynUlh04)
martedì, 12 maggio 2009
e si rifugiano nei pachino, nella rughetta, nella mozzarella di bufala.
lunedì, 11 maggio 2009
«E non ho amato mai tanto la fica!» (Tosca, atto III)
sabato, 02 maggio 2009
«Open the door... open the door... » la voce strozzata da fuori casa si accompagna, nel pieno della notte, svegliandomi, a un picchiare di pugni contro la porta. «Open the door... open the door...», e io penso a Charles Manson uscito dal carcere; d'altronde sono giorni che ascolto il White album. «Open the door...open the window...». La variante: sempre più strozzata. I colpi raddoppiano, le pareti, a due piani di distanza, tremano. A un certo punto tutto si interrompe. Qualcuno ha aperto veramente la porta, oppure il boia di Dulwich ha colpito ancora. Un ubriaco o il demonio? fatto sta che con una botta di coraggio mi barrico in camera. Riesco a addormentarmi solo a fatica, e prima di addormentarmi penso ai danni dell'ubriachezza, e al troppo testosterone nelle compagnie di amici inglesi. Vengo punito da un sogno omosessuale, da cui mi risveglio come da un incubo.
Il mio primo pensiero è questo: «vedi com'è? anni e anni di onorato servizio, poi una mattina ti svegli che ti piace il pèsce». Mi piacerà davvero il pèsce? Analizzando il sogno mi tranquillizzo lentamente. Non sono uno psicanalista, ma la tranquillità non ha prezzo. L'analisi, adesso, e non parlo di questa, è in declino. Il professore inglese mi dice: «Perché voi Italiani perdete così tanto tempo con l'analisi [scilicet di partiture e strutture formali nelle opere]? È una cosa così vecchia oramai. Bisogna chiedersi perché, perché, perché», martella, con un sorriso tipo Max von Sydow nel Maratoneta. Io gli ribatto che è facile chiedersi perché quando parli di musica analizzata da cento e più anni. Ma quella di cui mi occupo, che poi cerco di mettere in contatto - e chissà perché - con storia e altro, nessuno la conosce. Quindi io mi interesso di disseppellirla, di analizzarla, del come, del come.
(Due persone entrano dalla stessa porta nella metro. Una va a sinistra, l'altra a destra. Il motivo per cui lo facciano, può essere studiato. Come lo facciano, può essere studiato. Nessuna delle due cose è veramente importante. Forse lo è per noi che non facciamo il sudoku e non crediamo alle minchiate della stampa gratuita, tipo «possibili 94.000 morti per l'influenza suina». Ma che differenza c'è?)
Tutte le occupazioni, quae homines arant, navigant, sono un riflesso condizionato. Ad esse sacrifichiamo tutto, ricevendone in cambio --- l'altro giorno ero con Dimitri, due altri , e tre ragazze, in un pub pseudo-scicchettoso: una scozzese con delle bocce imprevedibili, una greco-polacca con un brillantino (che in quanto umile tamericio avevo preso di mira), una cinese modellata da un tornio competente, e pensavo: ecco come si viene ricattati. Vieni qui, lavori come una bestia, fai una vita incattivita, ad attendere l'influenza suina e a ricevere invece un tumore o un aneurisma o un autobus a due piani nel groppone, e nel frattempo, di anno in anno, ti fanno balenare davanti tutti i tesori del mondo, le tentazioni, i soldi, le comodità, l'Internazionale della Fica a tua disposizione in tutti i colori del mondo, dalla Giamaica all'Ungheria alla Russia. Intorno i moderni lemuri, di cui pensi di non far parte: a torto.
Ma interrompo il filo dei pensieri, perché ho appena scoperto che non mi piace il pèsce. E che la voce strozzata era quella - irriconoscibile - del mio coinquilino. Riapro la porta.
venerdì, 01 maggio 2009
http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/economia/fiat-3/torino-detroit/torino-detroit.html
Narra Tacito che Tiberio, uscendo dal Senato tra un gran concorso di gente che lo elogiava e gli chiedeva favori, abbia detto in Greco, in tono sprezzante, tra sé e sé: «O uomini pronti a servire!». Tacito lo riporta in Latino, e l'espressione ci risulta ahimé ancipite; così non è chiaro se Tiberio avesse di mira la specie umana o i senatori. Sicuramente non avrebbe escluso i giornalisti.
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