passoscuro

   apoditticamente scorretto


venerdì, 27 febbraio 2009
 

E sti cazzi? (in forma di biografia)

Ho trentaquattro anni e mezzo e mi sento realizzato. Non ho un lavoro, una famiglia, una casa, una macchina. Non sono alto, ho i capelli sempre spettinati. Ho l'orecchio assoluto e temo di perdere la vista. Mi intendo un po' di tutto e su tutto ho da rompere i coglioni. Sono un drago a carpire le somiglianze: per esempio Sacconi assomiglia a Bertolino con una punta di Cochi Ponzoni, ed Epifani a Zeffirelli un po' asciugato. Detesto non sapere le cose e non avere una mappa del posto dove sono. Mi sento felice. Dicono che da ragazzino avessi molto talento. Tutti i ragazzini hanno molto talento. Non sono mai diventato un grande doppiatore, un grande attore, un grande scrittore, un grande musicista, un grande mezzofondista, e credo che esista un motivo per questo, pur se nel mezzofondo ho colto le più grandi gioie e i peggiori risultati. Credo nel soprannaturale. Credo nel destino. Credo in qualcosa così come i personaggi di Lovecraft credono che esista un cono iperintelligente con le ventose. So fare un po' di tutto, do ottimi consigli, risolvo problemi, non sbaglio ortografia in almeno tre lingue diverse. Detesto che mi si pretendano affetto e denaro, pur avendo dissipato molto di entrambi. Ho detto «ti amo» ad almeno quattro persone differenti. O solo a quattro persone differenti? Convintamente, comunque. Tanto alla fine, dico sempre, è zero a zero, è entropia, è Maelström. A calcio ero una pippa volenterosa, un Tommasi terzino di fascia. Ma non ho forza di volontà, in effetti. Tutto quello che ho preteso non l'ho mai ottenuto. Raf aveva torto. Le migliori soddisfazioni le ho avute o correndo o in posizione orizzontale. Anche le migliori soddisfazioni le ho date in posizione orizzontale. Mi riferisco soprattutto allo stare sbracato su un pratino col sole in faccia. So cucinare bene due tre piatti non particolarmente raffinati, ma lo faccio in modo raffinato. Sono ipocondriaco. Temo i sorci. Più dei sorci temo insetti che non nomino. Credo che esista una razza superiore da quando ho visto correre Carl Lewis e Toninho Cerezo. Sono di Roma e tifo la Roma. Sono di Roma in modo parossistico. Non vado spesso allo stadio, ma se avessi qualche soldo ci andrei. Sto scrivendo due libri e un quartetto che non finirò mai (più i libri del quartetto, dovessi quotarli). Da ragazzino rimorchiavo sui mezzi pubblici, ma solo da grande ho portato ad effetto la cosa. Credo nei mezzi pubblici da sempre. Non parlo con mio padre da quattro mesi e questo mi rende felice. Sono contento di non avere i soldi per psicanalizzarmi. Forse i mesi sono cinque. Sogno delle cose aggrovigliatissime e il giorno dopo a volte me le segno. I numeri che gioco non escono mai. Amo il Monopoli, le tette, la cioccolata fondente, in realtà del Monopoli posso fare a meno. Penso che Giuseppe Verdi sia il più grande drammaturgo mondiale insieme a Shakespeare, che la juventus abbia sempre rubato, che in un mondo migliore la finale di coppa uefa del 1991 sia arbitrata da Gandhi e non da Spirin. Credo che chi si vende una volta si venda per sempre, ma la battuta non è mia. Io non ho ancora stabilito il mio prezzo, dunque al momento non sono in vendita, a differenza di Viola Valentino. Ho doppiato Grandi magazzini. Guardo film porno e corteggio le donne appena posso. Organizzo scampagnate indimenticabili. Ho trentaquattro anni e mezzo e grazie a dio posso smettere di non sentirmi giovane.


martedì, 24 febbraio 2009
 

In situazioni come queste, nei film americani puoi solo fare due cose: o scappi o pensi molto velocemente. Scappare è inelegante. Ecco il momento di pensare molto velocemente. Lo devono fare tutti quelli cui sta a cuore la tensione culturale del nostro Paese, e tutti quelli che quella situazione la conoscono da vicino, per averci lavorato, a qualsiasi livello. Io rispondo alla descrizione, quindi eccomi qui. In realtà mi ci vorrebbe un libro per dire tutto ciò che penso dell'intreccio fra denaro pubblico e cultura
E no, caro Alessandro. Continua pure a dire minchiate, se lo desideri, ma un altro libro no. Quello risparmiacelo.
postato da GiacominoLosi | 08:34 | commenti (7)


lunedì, 23 febbraio 2009
 

Cantautoriamo quater

Mi lecca la faccia un cane ridicolo
guidato da un vecchio vestito di tutti i colori
che poi mi si scusa con accento di Anticoli
e io che sono stato leccato
mentre faccio addominali sul prato
penso:

ma vattela a stroncà nel culowowoww
vattela a stroncà nel cuuuuhuuulow

te e tutti i cani a pelo corto e lungo
che mi scambiano per un cane
solo un po' più grande
e leggermente meeeno peloso
ma si è mai visto un caneeh
indossare una vecchia felpa Champion verde bottigliahh?

Ritorno a casa e c'è il polacco in doccia
perché ho un coinquilino polacco come altri hanno un cane ridicolo
solo che i bisogni non c'è rischio che non li faccia
e io che sono molto sudato
ho una gamba in disordine e sono stato leccato
mi dico:
me la vado a stroncà, sì, a stroncà nel culowowoowwahh!
nel culooowow, sì, vado a stroncarmela lìeeew

Devo riflettere nel profondo?
devo fare qualche ronda?
devo lasciarmi andare e girare in cucina in tondo?
Ma la verità è che

me la vado a stroncà nel cuu-uuu--uwowo-looooeahw
nel cu-hu-hu-hu-e-wolooowow
che poi forse mi piace davvero
e un giorno ne andrò fiero che

me la sono stroncata nel cu
cu
cu
uwhlow
e non smetterò mai
in quest'onda che mi trascina
anche la Cina è vicina

oh sì.
postato da GiacominoLosi | 16:36 | commenti (9)


domenica, 22 febbraio 2009
 

Eugenio mi diventa lirico

E mi dice, Eugenio, una serie di cose che condivido. Per esempio secondo lui peccare di hybris non è quando si dica di essere felici, ma al contrario ignorarlo o non riconoscerlo: e io concordo con lui davvero. Nessun maggior dolore, dunque, non di ricordarsi del tempo felice ma del rammarico di non aver detto «sono felice», anche se dovesse cessare non dico domani ma immediatamente dopo. Ci sarà un luogo dove tutto questo sarà depositato o almeno un meminisse iuvabit che dimostri qualcosa a qualcuno. Mi ricordo quando cercavo di dirtelo, poco prima ero stato davvero felice, in via Anna Kuliscioff, senza numero civico, e non c'eri, ma era come se ci fossi, e pensavo a un'ode prosaica e terribilmente in tono con quel sole inaspettato e le margherite e i passeggini, un'ode scherzosa alle tue tette, da paragonare alla cioccolata fondente, al pallonetto del cinque a uno, alle quattro del pomeriggio, al Si bemolle di Pavarotti quand'era giovane, a loro stesse, in definitiva, e mentre scendevo, domenica mattina in via Anna Kuliscioff militante politica, dirigendomi verso via Clara Wieck, potrei dire il minuto invece di dire già avanzata mattina, mi ricordavo quando ero stato felice, le altre volte, tre anni fa, otto anni fa, fino a ventisei anni fa, direi oggi, e anche allora avevo la consapevolezza che cinque minuti dopo avrei potuto non esserlo, forse non più, per sempre - e per questo, che dovevo spiegarti e poi in definitiva non ti spiegavo, quando tu mi dicevi «ho paura» io fingevo di non averne, fingevo tanto forte che poi non ho davvero avuto paura, né tuttora, in tutto il resto assecondandoti, guardandoti, assecondandoti in tutto, quando mi dicevi «baciami» o «prendimi» o «riempimi», come se dovessi riempire non uno spazio fisico pur apprezzabile e anzi apprezzabilissimo, ma qualcos'altro, che non sarebbe mai stato possibile né riempire né prendere né baciare, un finto bersaglio - e di questo, come avrei potuto temere? Così mi diceva Eugenio, ed io ero d'accordo con lui, una volta tanto.
postato da GiacominoLosi | 20:32 | commenti
pressione


venerdì, 20 febbraio 2009
 

cito da Repubblica in linea

«ottima idea l'intervista a d'alema,una ventata di aria nuova,chiarezza di esposizione e problemi risolti all'istante,insomma il capo che ci voleva per il pd e contro berlusconi.A quando una intervista a bertinotti,follini,la torre (senza foglietti possibilmente) e violante?»
Inviato da chicco65 il 20 febbraio 2009 alle 10:03
postato da GiacominoLosi | 09:20 | commenti (3)


martedì, 17 febbraio 2009
 

Che poi, con tutta la disistima per certi pseudosalvatori della patria

voglio proprio vedervi, con tutto l'orgoglio nazionalistico e onore e fede e patria e cavalli e coltelli e una parola sola la mia e l'ospite è sacro eccetera, voglio proprio vedervi quando, svenduto l'ultimo metro quadro di costa incontaminata, starete in fila tutti contenti per fare i camerieri di qualche imprenditore brianzolo, come fate dagli anni Cinquanta per l'Aga Khan e polentoni milionari ignoranti come scuregge vestite. Voglio proprio vedervi, concittadini di mia madre e dei miei antenati poveri e dignitosi, che avete fatto da carne per cannoni di mezzo mondo, che siete stati impuzzoniti dal fumo di raffinerie miniere natanti di vario cabotaggio, voglio proprio vedervi, ma forse, pensandoci bene, meglio di no.
postato da GiacominoLosi | 20:10 | commenti (6)
scorrettezza, polentoni vs terroni


venerdì, 13 febbraio 2009
 

Il mio brand? «È un global democratic brand, né snob né trash»
Ma vaffanculo, famiglia del cazzo.
postato da GiacominoLosi | 16:46 | commenti (8)


giovedì, 12 febbraio 2009
 

Detti postumi di Filippo Ottonieri

Un giorno i giovani scopriranno il Torrino: «L'altra sera so' stato fino alle quattro a suonare i bonghi in piazza Cina, poi quelli di sopra li mortacci loro hanno chiamato le guardie...»; affitteranno casa: «so' andato a vivere al Torrino, si sta bene, sabbato ce stanno tutti i locali aperti nelle vecchie palazzine residenziali, però costa caro, dice che ce portano la metro»; oppure meglio ancora a Giardinetti: «pensa che era tutta una zona abbusiva, hai presente dove c'è la vineria a via Luigi Rossini? lì hanno tutti nomi di incisori, artisti, so' tutte stradine pittoresche, poi è vicino a Tor Vergata...»; «Aho', stasera ce sta er festival de ggiocoleria a Ggiardinetti, poi annamo tutti a ballare al Villaggio Breda; ammazza che traffico ce sta su'a Casilina»; «domani festeggio la mia laurea con un aperitivo solidale a via Gallori». Solo che tutto sarebbe detto con accento pugliese.
Dai, trovate anche voi una zona brutta dove mandare i giovani.


lunedì, 09 febbraio 2009
 

http://www.youtube.com/watch?v=K6uELs0vwVk&feature=related

Immer leiser wird mein Schlummer,
nur wie Schleier liegt mein Kummer
zitternd über mir.
Oft im Traume hör ich dich
rufen drauß vor meiner Tür,
niemand wacht und öffnet dir,
ich erwach und weine bitterlich...
postato da GiacominoLosi | 21:59 | commenti (1)


sabato, 07 febbraio 2009
 

Pietà, rispetto, amore

http://www.youtube.com/watch?v=8w7huuxnNRg&feature=related

...a quel grido il ciel risponde
quasi voglia impietosito
propagar per l'infinito,
patria oppressa, il tuo dolor...
postato da GiacominoLosi | 23:49 | commenti (2)
opera