passoscuro

   apoditticamente scorretto


venerdì, 31 agosto 2007
 

Hoc solum volebam nescia ne esses

Ho rivisto ieri sera Comme une image, che porta il titolo abbastanza impervio in Italiano di Così fan tutti. Uno si immagina il culo di Claudia Koll oppure il suo equivalente frocio. Invece è proprio come lo ricordavo. Si può non scrivere un capolavoro e neppure cadere nella minchiata. Si può fare il proprio mestiere avendo una parola di tolleranza, compassione, indulgenza crudele verso un'umanità compulsiva e tutto sommato odiosa. La gente, in genere, fa schifo, e lo sappiamo. Il film è solo un film, non è Bergman, non è Bresson, non è Tarkovskij. Si risolve in una ragazza cicciona che non canta neppure bene. Eppure chi ha per una volta nella vita provato a fare il musicista, producendosi in un coro sfigato, dirigendo un'orchestra sfigata, salito le scale del Conservatorio con la bocca torta, assistito con commozione al saggio di un amico, sempre in bilico tra la scivolata e il sollievo, capirà parola per parola e suono per suono il finale, dedicato a quella «holde Kunst» che ci ha fatto credere -  a torto - in un mondo migliore.

postato da GiacominoLosi | 00:21 | commenti (6)
opera


giovedì, 09 agosto 2007
 

Tengo famiglia

(Padre e figlio al telefono. Figlio, musicista disoccupato. Padre, musicista di fama, settant'anni, chiama tutti "tesoro" per non sbagliarsi tra compagne ex mogli ex figli ex amanti e amanti.)

Conversazione tipo (I)

- Ciao figliolo.
- ciao papà
- stavo pensando... come si potrebbe sfruttare le mie capacità musicali, i miei talenti?
- ma papà... (come pensandoci davvero) suonando come hai sempre fatto?
- se tu fossi un impresario, che diresti, come faresti sì che io possa sfruttare i miei talenti?
-  ma papà non lo so nemmeno io di me, come vuoi...
- non è una stronzata: perché allora: io ho una capacità come interprete, un'orchestra, piccola, insomma, come posso far emergere i miei talenti?
- ...
- Tu pensaci. Eh. Pensaci.
- Sì papà. Ci penso.
- Ciao tesoro.


Conversazione tipo (II)

-Pronto. Senti, stavo pensando che.. hai mai pensato a scrivere per il teatro?
- sì
- per il cinema?
- sì
- a fare le supplenze in conservatorio, ci hai pensato?
- sì
- alla scuola media? al liceo?
- sì
- e allora?
- sai come funziona?
- No. Era solo un'idea che mi è venuta oggi.
- Ah. Ciao papà.
- Ciao tesoro.
postato da GiacominoLosi | 12:29 | commenti (10)


mercoledì, 01 agosto 2007
 

Promemoria

«Borse. Valigie. Sciarpe, sci, scarponi... | ahó | io me so' rotto li cojoni.»

(F. Califano, La vacanza der fine settimana)

C'entra. Non ci entra. Mi va. Non mi va. Che hai capito. Questo sì. Questo no. Torno presto. Col cazzo. E se poi mi viene un'afta? Le mine. La partitura. I dischi. Pochi dischi, senza whisky, è un grosso rischio. La recensione. La guida. Righello. Aripartitura. Partituri sumus. No, che ferie, sto a casa a lavorare. Sì. Disco rigido. Lenti morbide. Occhiali da sole. Fosse mai. Camicia, bollette, mollette, mazzo di carte carte di mazzo. Telefono? mando un messaggio? La roba invernale, mammà che stira, ciccillo contento. E se poi mentre sto tra Rifredi e Casalcinci scrivo tutta l'opera. Tutta tutta. O scopro il vaccino per l'Aids? Questo sì, dai. Vitamine, gomme, alla rinfusa, rinfusa e felice. C'è allegria, di là in salotto. Zaini dappertutto, vuoti, per fortuna, un costume da bagno, il cadavere di una vespa rinvenuto casualmente. Serrande abbassate. Hai chiuso? Ho chiuso.

postato da GiacominoLosi | 15:50 | commenti (5)
roma, musicologia, pressione