|
mercoledì, 31 gennaio 2007
Deserto ai confini dell'Afghanistan.
Due uomini, allo stremo delle forze, uno scuro e uno chiaro, avanzano con fatica. Sassi. Un immenso pianoro. Di lì, la frontiera e la libertà.
Si sente un rumore lontano. Sempre più sordo. La telecamera inquadra lentamente e mette a fuoco un barbaglio, uno, mille riflessi. Si alza un elicottero: un elicottero da guerra. Poi un esercito, è l'esercito sovietico, fanteria, carri armati, tutti schierati in assetto da combattimento, tutti contro due.
Una voce metallica dall'elicottero. "Arrendetevi. Siete circondati. Gettate le armi e arrendetevi. Gettate subito le armi. Arrendetevi non avete scampo."
Il chiaro: "E adesso che gli rispondiamo?"
Lo scuro fa una pausa. Poi sputa, carica il kalashnikov e dice:
"Fanculo."
(il Bruzeauphile ha indovinato al primo colpo)
martedì, 30 gennaio 2007
(Fedone e Socrate si incontrano. Mattina)
Fed. Chaire, Socrate
Soc. Chaire, Fedone.
Fed. Stavo venendo da te per una lezione. Da tre lune voglio sapere, né posso arrivarci, che cosa sia un vero filosofo, e che cosa debba temere.
Soc. Caro Fedone, tu che cosa credi che sia un filosofo? un perdigiorno, o colui che investiga sul fine ultimo della vita umana?
Fed. Quest'ultimo, o Socrate.
Soc. Bene, o Fedone. Sediamoci in questo baretto, e prendiamo qualcosa per rinfrescarci. (si siedono) Cameriere, un mezzo ciato di Cipro. E che cosa deve temere l'uomo saggio, a tuo avviso, o Fedone?
Fed. O Socrate, tante cose l'uomo deve temere, che sarei incauto a preferirne una.
Soc. (al cameriere) Grazie. Prima però vorrei un camparino con due olive, per sistemare lo stomaco. (a Fedone) Ma nelle latebre del tuo animo, che cosa alligna malevolente?
Fed. Ossia, o Socrate?
Soc. Fa nulla. Insomma, di che hai paura?
Fed. Di tante cose. Pensa, o Socrate, che un messo ha riportato oggi la notizia che un cigno è morto in Eubea. Che una strana epidemia ha colpito i bovi che pascolavano sotto al Termodonte. Che l'Attica è stata minacciata da Tebe: che i Tebani si nascondono fra noi mescolando veleno nel nostro vino.
Soc. (allontanando il bicchiere dalle labbra) Mi è passata la sete. Mangerò un'oliva. Come sono queste olive?
Fed. Greche. E temo anche che Poseidone scuota la nostra terra per le colpe degli umani. Che gli Atlantidei ci invadano. Che gli Spartani entrino in Atene e ci trombino le nostre donne.
Soc. O Fedone, è bello vedere che dopo mesi di apprendistato sei giunto a tal segno di conoscenza. A proposito, abbiamo già parlato dell'immortalità dell'anima?
Fed. Sì, Socrate.
Soc. Della metempsicosi anche, quindi. E delle leggi?
Fed. Sì, Socrate.
Soc. Della città ideale?
Fed. Fatto anche questo.
Soc. Bene. Allora ti parlerò delle paure umane. Quanto sono sciocchi i mortali, o Fedone, che invece di attendere che il fato decida il loro fato, nel senso del Fato e del fato, cioè del Fato generale e di quello particolare, insomma, che gli dei, nel loro preoccuparsi che l'ordito della Moira si svolva, essendo costei l'unica detentrice della conocchia - e ho perso il segno, maledizione. Insomma, Fedone, come al solito tu che hai fatto lo scientifico non ci puoi capire una sega, ma fidati che è così: si ha paura del nulla, e non si ha paura di quello che succede di giorno in giorno.
Fed. O Socrate, ma come si può aiutare l'uomo, in tanta oscurità, a discernere la vera dalla finta preoccupazione?
Soc. Intanto mettendoti a novanta gradi quando il filosofo vuol ristorare le sue logore membra e il suo animo inquieto, e poi offrendogli l'aperitivo, Fedone; il resto si vedrà, sempre se obrolaschi.
Fed. Eh?
Soc. Poppa. Uno a zero. Andiamo, o diletto allievo, acciocché il sole non ci renda Etiopi col suo feroce incedere nel cielo, e quindi il civile popolo dell'Attica non ci dia dei nègher. Portiamoci appresso il posacenere,va', che può sempre servire.
http://www.flickr.com/photos/31395106@N00/sets/72157594481056912/
mi avete sottovalutato le foto di passoscuro e io adesso ve le ripropongo tamquam parmigiana del giorno prima.
lunedì, 29 gennaio 2007
Su Telemarket c'è uno che finge di essere frocio per vendere un tappeto a forma di fica di zebra. (Così gli Her Pillow fingevano di essere giovani e ubriachi durante i loro ultimi concerti in finti pub irlandesi nel quartiere Delle Vittorie.)
Esiste una quantità di mestieri che dovrebbero essere utili e invece sono fuffa. Detto col nostro solito stile aforistico, nessuno se ne intende.
Esempio 1. Dialogo col call center adsl : io avrei dovuto vedere le partite in diretta sul pc (lo so, lo so, sono un maschio medio che vede la partita ogni domenica, rutto, sono disordinato, etc. etc.) e naturalmente non ci riuscivo. Come per il cargo battente bandiera liberiana, non si è mai saputo che cazzo avesse quell'adsl. Ho avuto la scelta tra queste risposte (una pro capite): 1) "la facciamo contattare da un tecnico" 2) "io non le posso dire niente" 3) "contatti l'amministrazione per il rimborso" 4) "è il nodo dove sta che non glielo permette" 5) "è la larghezza della banda" 6) "è il suo computer" 7) "disdica l'abbonamento, lasci perdere", ma soprattutto 8) "ha provato a spegnere e riaccendere?"
Ecco. Esempio 2. Avete problemi col computer? vi daranno una di queste due risposte, disordinatamente e spippolando siti porno (tanto al telefono non si vede). a) "Ha provato a spegnere e riaccendere?" (no, dico!) b) "è un virus". La risposta giusta è c) "non lo sappiamo, ma se ci lascia il computer e facciamo x numero di tentativi a casaccio, prima o poi, spendendo un sacco di quattrini e smettendo di lavorare per un mese, qualche cosa gliela sistemiamo". I negozi di assistenza sono solo uno degli approdi dove di tanto in tanto oscuri corrieri portano del materiale elettronico, e loro lo montano tanto bene che male, scrivendo parole senza significato. Per la prova, cercate di decifrare un preventivo di un computer. Ma prima chiamate il conte Mascetti.
Esempio 3. Elettrauto. In vacanza in Salento salta un fusibile, e salta di continuo. L'elettrauto interpellato dice "ha fatto massa". Nessuno ha mai capito che cosa vuol dire "ha fatto massa", ma chi è elettricista lo impara e lo ripete a pappagallo, e la branca degli elettrauto ha facilmente sussunto questa espressione. Dopodiché muove dei fili e riconsegna la macchina dicendo: "non so perché, ma non salta più. Provate, ma probabilmente salterà dopo qualche ora." Correva il 28 giugno. Io sono ragionevolmente sicuro che se quella macchina (del Pugile) soccomberà al fato, l'ultima cosa a cedere sarà l'impianto elettrico, per motivi che secondo me solo le Norne conoscono.
Esempio 4. Il tubo della grondaia perde. È marcio, anzi, scamarcio. Arriva l'idraulico in ritardo di un'ora, con una specie di borsina portacd come tutta attrezzatura, è buio e naturalmente non ha la pila, sistemiamo un abat-jour in modo spericolato. Lui guarda i tubi, ci mette mezz'ora a capire qual è, e poi dall'antro di Sibilla esce questo flatus vocis: "E io che dovrei fare?".
Ora capisco perché l'idraulico è nell'immaginario solo quello che ti tromba la moglie, e mai quello che ripara i tubi.
domenica, 28 gennaio 2007
Quante volte ho desiderato tornare indietro e parlare come in un film americano al me stesso di sedici anni.
"Ascolta figliolo. Tu sei ossessionato dalla fica. È normale. Di fica sai appena quello che si vede in Moana e Cicciolina ai mondiali, ma ti assicuro che non c'entra niente. Ma ascoltami, che ho solo cinque minuti. Tu pensi che non scopi perché sei brutto: sbagliato, primo perché non sei brutto secondo perché fossi anche cento volte peggio non conterebbe. La verità è che le tue coetanee non te la daranno mai, e comunque non te la darebbero nemmeno fossi l'ultimo uomo sulla terra se continui a sospirare, a metterti quegli occhiali con la montatura a giorno, quei maglioni spelacchiati che nemmeno nei ragazzi della III C. Se continui a tenere diari, a scrivere, - tutto questo va bene, ma con discrezione, - e poi sai troppe cose, cazzo, a sedici anni i libri leggili ma non quando ti vedono, in autobus oppure al parco ma non in giro, sempre co sto dito tenuto in mezzo per non perdere il segno. Quei jeans tubolari sono ridicoli. Sei magrolino ma hai un bel culo, sfruttalo. Invece di stare tutte le mattine a raderti contropelo, lasciati un minimo di barbetta. Le donne amano il mistero (finto) e la cultura (finta). Guardale negli occhi, e mentre dici "ma lo sai che la blinda", falle capire che te la scoperesti in tutte le posizioni, senza dirlo, però, anzi, facendo il contrario. E poi, sei intossicato per certi cessi! Dio mio, un giorno mi vergognerò di te; e quando dopo anni le incontrerai ti toccherà scappare. Quando passeggi per il cortile stai dritto e socializza, tanto sei un cazzone e coi tuoi amici state sempre a ridere in un angolo, questo va benissimo. Parla meno di te, soprattutto con le ragazze. No, meno ancora: menissimo. Le tue opinioni dille sempre quando sei solus ad solam. Non tenere banco quando uscite tutti insieme solo perché hai dello spirito. Quando rimorchi per strada o nei bus non essere insistente. Ricordati che ogni dieci numeri di telefono che ti danno, forse due riuscirai a sfruttarli per un appuntamento, e in percentuale molto minore a combinare qualcosa. Accontentati. Porta pazienza. Sei un signore, ricordati, non un allupato nerd. Non far mai capire che vuoi scopare: massimi sistemi, grandi aspirazioni, lucidità niente, e asseconda il procedere a scatti delle donne, che non sanno mai quello che vogliono o perlomeno fanno finta benissimo. Forse solo allora --- "
Ma quello non mi sente, e sta scrivendo su un quaderno a quadretti un'elaborata parafrasi di Des Knaben Wunderhorn. Oh, io ci ho provato. Svanisco nell'iperspazio e torno al 2007, mentre penso di tutto cuore al mio ego sedicenne che con un Playboy del 1990 batterà ogni record di pippe, compreso quello di Andriani detto "Zagana"; e che non gli ho detto che la Roma vincerà lo scudetto nel 2001.
sabato, 27 gennaio 2007
battuta fulminante di trippy stamattina
"Che fai oggi?"
"Vado al mercato, a correre, e poi a spedire il pacco."
"Lo spedisci? e IO come faccio?!"
sarà che ho la sinusite, ma mi ha fatto tanto ridere.
venerdì, 26 gennaio 2007
Premessa: il Fenomeno, un amico del Pugile e del Bruzeauphile, uscì una volta con una niente di che, pizza e poi serata da soli in giro. Lei ci prova. Non gli piace, per la verità. "E allora?" "Beh, io la figura del gay non la faccio".
Da qui a definire il mondo - un mondo "x" in cui la figura del gay è proibita - come diviso tra cose da gay e cose da vero uomo il passo per noi fu breve. Dunque, rapidamente,
da gay: le tisane; le marlboro light; la pallavolo; il miele; le camicie a righe; lo slip da bagno; la musica antica; il bellini; gli scouts; le smarts; lo shopping; la birra corona, ma anche la ceres; e quindi i cocktails; le infradito; il casco con le orecchie finte; gli squilletti; gli stabilimenti balneari; la piscina; lo yogurt; l'ananas; il tacchino; il tonno; andare agli esami vestiti bene; prendere appunti; il risotto (anche se a me piace cucinarlo, mi rassegno a dire che è un piatto da gay); il croccante all'amarena (questo piace al Pugile, e si rassegna lui); l'insalata russa; i concerti pseudo-etnici; andare agli esami degli altri per sapere le domande; la danza, anche strumentale; il minestrone; l'olio a crudo; la settimana bianca; aspettare prima di farsi il bagno dopo mangiato; lo shampoo al germe di grano; annidarsi; intossicarsi; tifare per la nazionale; il caffellatte (il cappuccino pure, secondo me); il caffè al vetro (più da pensionato che da gay); il treno; il telefono; le farfalle piccole Garofalo; la guinness; i post-it (soprattutto se messi nei libri con i titoli dei paragrafi); la fotografia; ma anche i blogs e i posts
da vero uomo: i sigari; il calcio; bere dalla stessa bottiglia; le scampagnate; il disordine; il tiro da lontano; il whisky liscio; lo hard disk esterno (l'Ipod è da gay); le opere di Verdi; pane e nutella; le arrampicate; il Museo della civiltà romana; gli scogli; le cisterne; il bagno fuori stagione; gli abbinamenti sbagliati; le scarpinate; il vino; le rosticcerie; le lasagne; la parmigiana; la trippa; l'amaro; i boxer elasticizzati; annullare le schede; il soffritto; la carbonara di Enzo ai salici; le foto in bianco e nero, non ritoccate (fotoshop è da gay); il caffè; l'aereo; il tè forte; la cioccolata extra fondente (concorderete che quella al latte è da gay, per non parlare del galak); il latte intero (quello scremato è da gay)
da discutere: il monopoli; la sciarpa (per me è da gay solo il foulard, per il Pugile anche la sciarpa); le manifestazioni; l'omeopatia; la tombola; gli antibiotici; le ragazze coi capelli corti (il sintomo che mi piacciano le pb e le ragazze coi capelli corti secondo il Pugile è sintomo di gaytà)
(continua)
I DPO (Dioscuri Professionisti Odiosi di cui discorrevo l'altro giorno) hanno gli occhi chiari, e come nelle coppie bene assortite sono uno alto e uno basso, uno grigio e uno scuro, uno riccio e uno liscio, uno con la voce profonda e uno con la voce meno profonda. Quando mi presento al campo di gara per le mie batterie (sempre più lente) di quattrocento metri, o per qualche giro sul pistino, e mi allungo - pardon, mi streccio, o stretchio, o antani, insomma si capisce - sull'ostacolo della riviera, e loro girano girano girano oppure si strecciano al posto giusto in acrobatiche posture da breakdance, --- beh! insomma, se li saluto mi squadrano, non mi salutano, e con quegli occhi chiari comparano il loro abbigliamento iper iper , traforato, caldo, dalla fascetta in pile fino alla scarpa d'allenamento (da non confondersi con quella da gara), alla tessera della polisportiva, al pantalone aderente, invernale - con
felpa rossa champion, eredità della Pennellona, una misura più grande
pantalone della tuta della mia società, in un materiale che Candido non mi ha mai rivelato quale fosse, fatta ad Aprilia in una notte illune
maglietta di cotone pesante maniche lunghe della Corsa di Miguel
capello cazzo di cane
abbronzatura da terrone
e soprattutto, le mie asics. Logore, vittime degli sterrati e della fanga di ovunque, sembra che ci abbia scaracchiato sopra un lama.
Sono loro che mi porteranno all'inferno. Forse per questo, piene di rancore, e di sensi di colpa, mi ripagano con quel doloretto alla coscia sinistra. Per vendicarmi canticchio "solo la nebbia", ma troppo occupati a snocciolare records nella caligine si allontanano, e le loro scarpe metallizzate sfidano ogni brecciolino.
giovedì, 25 gennaio 2007
Il Pugile, con cui facciamo raccolta di notizie ridicole e scritte male, o ambedue, mi segnala una perla:
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2007/01_Gennaio/24/usa.shtml"
|
|